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Il pond (si ricorre a questo termine perché il corrispondente italiano "laghetto" ha assunto ormai una connotazione decisamente riduttiva) è per noi anzitutto l'ambiente all'interno del quale vivono le preziose koi.
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| Authorize the use of my personal data information (D.L. 30/06/2003 n.196) | |
» Alimentare le koi
Come districarsi tra la moltitudine di mangimi oggi in commercio? In che dosi e quante volte al giorno somministrare il cibo? Come insegnare alle koi a nutrirsi dalle mani? Molte delle domande che ci vengono poste dai nostri clienti riguardano proprio questo argomento.
Non si deve poi mai dimeticare che per quanto il nostro impianto sia efficiente, si tratterà sempre di un invaso artificiale, e come tale non sarà mai in grado di ricreare le stesse condizioni riscontrabili in natura. Aeromonas, colonnaria e parassiti di vario genere si trovano in grandissime quantità anche in laghi e fiumi, ma qui le condizioni sono tali, per cui i pesci che vi vivono hanno un sistema immunitario così forte da contrastarli agevolmente. Se a questo si aggiunge che le koi sono il prodotto della selezione dell'uomo in base a fattori meramente estetici, e non un prodotto della selezione naturale in base a forza e resistenza, si capisce perchè sia così importante permettere all'impianto di filtraggio di operare sempre in condizioni ottimali. 1. La qualità di un cibo è data in primo luogo dagli ingredienti e dalla lavorazione. Un buon cibo è quello realizzato con ingredienti pregiati e magari con ulteriori lavorazioni successive alla cottura, per arricchirlo di vitamine e minerali (anche se questo sovente si traduce in un maggior costo del prodotto). 2. Il limite alla quantità di cibo da somministrare, spesso non è dato dalle koi stesse, bensì dal nostro filtro. Una koi in salute e con sufficiente spazio per nuotare è una macchina mangiatrice! 3. E' necessario monitorare sempre i principali valori dell'acqua: ammonio, nitriti, nitrati e pH. E' soprattutto in funzione di questi che si deve calibrare la quantità di cibo da somministrare. 4. Per quanto riguarda i mesi più freddi, si deve sospendere la somministrazione del cibo solo quando le koi non lo cercano più ed i valori dell'acqua non peggiorano. Con l'approssimarsi dell'inverno il metabolismo delle koi si rallenta e molti dei batteri presenti nel filtro muoiono. Ciò, però, non vuol dire che dobbiamo privare le nostre koi del cibo quando ancora ne hanno bisogno, e che la nostra biomassa non sia più in grado di elaborare ammonio e nitriti. Questo, ovviamente, sarà un cibo altamente digeribile (un wheatgerm); Passeremo dalle 4/5 somministrazioni giornaliere ad una sola al giorno; Diminuiremo le dosi, ma mai sospenderemo l'alimentazione senza un reale motivo apparente. E vero che tutta la letteratura (autorevole) in materia sostiene il contrario, ma si ignora che questa proviene principalmente da Inghilterra, Olanda e Germania. C'è bisogno di dirlo che l'inverno italiano è diverso dal loro? In conclusione, una buona dieta è fatta di mangimi di diversi tipi e produttori. Non esiste modo migliore per determinare la quantità di cibo da somministrare, se non l'osservazione del vostro ecosistema, sia controllando lo stimolo che i pesci hanno nella ricerca del cibo, sia attraverso il monitoraggio dei principali valori dell'acqua. Fate decidere alle koi quando privarsi del cibo nei mesi più freddi. Aggiungete una chagoi alle vostre koi, essendo le più socevoli, saranno le prime a tuffarsi tra le vostre mani trascinando anche le altre. Se ancora le koi non si cibano direttamente dalle vostre mani, ricordate che lo faranno solo quando non avvertiranno pericolo. Evitate quindi movimenti troppo veloci e smuovete l'acqua con le mani prima di lanciare il cibo. Così facendo assoceranno questo rumore al cibo ed inizieranno ad avvicinarsi. Tenete infine presente che per sentirsi sicure, le koi hanno bisogno di una profondità di almeno 1,5mt. Quindi, se possibile, abituatele ad avvicinarvi in un punto abbastanza profondo. |


