L'impermeabilizzazione
Esistono oggi varie tecniche di impermeabilizzazione: teli (o liner) in PVC, in EPDM o in materiali compositi, laminazioni in vetroresina, vernici epossidiche, malte da stendere su cemento ecc. Tutti questi materiali sono oggi largamente diffusi e differiscono tra loro per efficacia, versatilità, resistenza nel tempo e destinazione d'uso dell'invaso.
Nella valutazione di queste tecniche, soprattutto sul piano della resistenza nel tempo, doveroso è uno sguardo all'esperienza inglese.
Gli inglesi infatti, furono i primi che in Europa, attorno al 1970, iniziarono ad importare koi dal Giappone ed a cimentarsi nella creazione di appositi invasi. In quasi 40 anni, la tecnica di costruzione di koi ponds si è in questo paese incredibilmente affinata, giungendo a concepire impianti dalle prestazioni impareggiabili.
Una delle tecniche di impermeabilizzazione maggiormente diffusa e sperimentata oltre Manica è senza dubbio la laminazione di vetroresina.
Le doti di questo materiale sono in effetti innumerevoli.
Prima fra tutte, la sua resistenza. Una volta catalizzata (indurita) la vetroresina forma una sorta di guscio eccezionalmente rigido, ma al tempo stesso sufficientemente elastico da assecondare piccoli assestamenti. Durante la lavorazione, la resina penetra nel materiale su cui viene stesa (cemento armato, casseri, legno ecc.), formando con questo un unico corpo, e rinforzandolo ulteriormente.
Di non secondaria importanza è l'efficacia nella impermeabilizzazione. Al termine della laminazione, la vasca si presenta come un corpo unico, senza saldature o giunzioni attraverso le quali l'acqua possa filtrare. E a pensarci bene non potrebbe essere diversamente, per un materiale che ha trovato in quello delle imbarcazioni, uno dei settori di maggior applicazione.
Non ultimo pregio è la sua versatilità. Nel procedimento di laminazione è possibile aumentare lo spessore di alcune zone, conferendo così alla struttura una maggiore resistenza in punti critici o di maggior pressione. Questo è inolltre uno dei pochi sistemi che consente di seguire complicati profili, sagome o decorazioni, ricreando sponde ed ambientazioni eccezionalmente simili a quelli osservabili in natura.
Non si può certo dire che esista una tecnica di impermeabilizzazione migliore in assoluto, poichè molto dipende dal tipo di invaso che si intende realizzare, dalla sua destinazione, dalle dimensioni ecc. Tuttavia, la vetroresina è una delle tecniche che predilegiamo utilizzare, proprio in virtù delle sopracitate caratteristiche.
Roberto Bensi, Koi Italia, settembre 2007
